L’ho visto stamani a Teletruria e mi sono reso conto che il signor Comanducci da solo ha compiuto un’opera titanica.
Con una semplicissima ruota da giostrai, ha sgominato, umiliato, relegato in secondo piano personaggi come Michelangelo, della Robbia, Piero della Francesca e messe in crisi le quattro vallate aretine ricche di monumenti enormi, grandi opere d’arte, Pievi romaniche, Castelli medievali, aree etrusche e millenni di storia affascinante.
Ha gettato nell’ ombra monasteri secolari come la Verna e Camaldoli, rivendicando il primato assoluto dei baracconi sulla civiltá.
Ha ridicolizzato decine di paesi piccoli e grandi ricchi di grandi tesori e di storie affascinanti.
Nessuno avrebbe mai pensato che bastava una semplice ruota da giostrai per vincere secoli di storia e tutto quanto di grande abbiamo nelle nostre vallate.
Migliaia di ignoranti hanno invaso festosamente la nostra città incuranti di strade sbarrate e vigili con l’ aspetto truce in assetto da guerra, desiderosi solo di festeggiare la loro vittoria a suon di panini, Street Food e altre amenità del genere.
Sia dunque fatta Gloria ai grandi uomini di questa città.
Auguri a tutti.
Arezzo finalmente non è più la città di Piero della Francesca, del Vasari, del Petrarca, e di altre piccolezze che non sto qui ad elencare, Arezzo e finalmente e lo resterà per secoli la Città del Natale.
Grazie agli autori.

Arezzo e i suoi grandi uomini
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Abbiamo un grande uomo in città, abbiamo un grande uomo e non ce ne eravamo accorti prima, almeno io.
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Infatti: come un palloncino che, ben gonfio, comincia la sua ascesa in cielo e a poco a poco va sgonfiandosi fino a conservare di sé soltanto quei due o tre grammi di plastica, destinati a precipitare per terra o sopra un tetto, così questa «città del Natale», sostenuta da volatile sostanza, proprio nel giorno di Natale finisce il suo effimero volo, lasciando il Prato e la Piazza Grande al mortificante deserto in cui vivono la gran parte del loro tempo.